La carica dei consiglieri. Simona Coppi, Elisa Sbrilli

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Alle prossime elezioni non correranno soltanto i sindaci. Ci sarà una battaglia per entrare a far parte del Consiglio Comunale di Abbadia San Salvatore. Dodici candidati per il Centrosinistra, dodici per Abbadia Futura e dieci per Rifondazione Comunista e IDV; per un totale di trentaquattro candidati. Ma chi sono costoro e cosa intendono fare per migliorare il paese? Lo abbiamo chiesto ai diretti interessati.

SIMONA COPPI (Centrosinistra per Abbadia)

Perché hai deciso di candidarti?

“Rimboccarsi le maniche” è il motto che riassume la principale motivazione che mi ha spinto a candidarmi. Dopo un periodo fuori Abbadia ho scelto di rinunciare a molto per tornare a casa ed assecondare il mio attaccamento a questi luoghi. Al rientro ho trovato un territorio poco valorizzato ed un generale atteggiamento di diffidenza e passività dove la critica è spesso fine a se stessa. Così, fermamente convinta che l’unico modo per superare le difficoltà sia attraverso la collaborazione di tutti, mi sono impegnata attraverso l’associazionismo ed il volontariato per contribuire in modo tangibile alla vita della comunità. Penso tuttavia che un vero cambiamento debba passare attraverso le istituzioni che hanno il dovere di facilitare lo sviluppo e la coesione sociale. È quindi in quest’ottica che ho deciso di candidarmi: mettere le mie capacità, la mia voglia di fare, il mio amore per il paese al servizio del paese per contribuire in modo decisivo alla sua crescita come collettività.

Cosa proponi per migliorare Abbadia?

Come prima cosa penso sia essenziale riaprire il dialogo tra l’amministrazione ed i cittadini ritornando a parlare un linguaggio comune attraverso la trasparenza e la condivisione. L’altro aspetto che mi è caro è lo sviluppo turistico di Abbadia e la costruzione di un prodotto che vada oltre i confini del comune per abbracciare la Montagna e le zone limitrofe. Per fare questo sarà necessario agire su più livelli partendo dal favorire la collaborazione tra tutti gli operatori della filiera e tra questi e l’amministrazione pubblica: al giorno d’oggi infatti è necessario fare sistema per offrire un prodotto di qualità che assicuri flussi turistici nelle quattro stagioni. In parallelo sarà inoltre necessario rafforzare la cultura dell’accoglienza: siamo noi, la comunità, i protagonisti dell’esperienza del viaggiatore e come tali possiamo fare la differenza tra una buona ed una cattiva esperienza turistica generando, online ed offline, un passaparola positivo che è e rimarrà sempre una delle migliori forme di promozione.

ELISA SBRILLI (Centrosinistra per Abbadia)

Perché hai deciso di candidarti?

Per rispondere a questa domanda mi avvalgo di alcune parole di una delle scrittrici a mio avviso, più importanti della letteratura contemporanea italiana: “Vi sono momenti, nella vita, in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un obbligo. Un dovere civile, una sfida morale, un imperativo categorico al quale non ci si può sottrarre.” Oriana Fallaci, La rabbia e l’orgoglio, 2001. Aver accettato questa candidatura è stata una sfida per niente facile. Dopo il mio percorso vissuto all’interno di una delle numerose associazioni di volontariato presenti ad Abbadia, le possibilità erano due: abbandonare il campo e trascurare la fatica, la determinazione ed il credo costruiti in questi anni oppure andare avanti e combattere con la fede per un territorio dove tornare fa sempre bene al cuore. Ho scelto la seconda.

Cosa proponi per migliorare Abbadia?

Scrivere in poche righe cosa vorrei proporre per un miglioramento non solo di Abbadia, ma di tutto il territorio Amiatino diventa davvero riduttivo. C’è da lavorare, migliorare e spaziare in tante aree. Guardo al degrado estetico di Abbadia al quale tutti noi siamo abituati ad osservare come se non fosse nostra la responsabilità. Guardo ad una imponente montagna spaccata in due: la sfida impossibile la chiamano… Ma vorrei davvero trovare un punto di partenza dal quale ricostruire armonia e proseguire verso un progetto comune di natura, turismo e sana vivibilità. Guardo al ritorno della condivisione: ogni singolo cittadino si dovrà sentire partecipe e protagonista del proprio paese, tornando ad essere uniti e coesi. Guardo ad una Abbadia con voglia di cambiare, ma soprattutto di crescere. Questo è quello in cui credo!

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Copertina: Eva Peron in “Evita”, fotogramma, 1996

 

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