Il Vaticanista e i dieci dogmi della Chiesa Cattolica

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—lP—

di Giovanni Fabbrini

Chi contraddice un dogma va quindi considerato eretico…

Detto con sincerità, se quando sentite la parola vi viene in mente il film del 1999 scritto e diretto da Kevin Smith, dovete smettere di leggere l’articolo. Tecnicamente parlando il dogma è una verità centrale e accertata, anche se talvolta ottenuta in seguito a dispute, si può parlare oramai di un patrimonio dottrinale definitivo. Una proposta di discussione o revisione significa che la persona non accetta più una certa religione come sua, o che è entrata in un periodo di crisi personale. Chi contraddice un dogma va quindi normalmente considerato come eretico. Il dogma è secondo taluni un concetto che evoca chiusura mentale e scarsa stima delle proprie capacità intellettuali; d’altro canto lo stesso termine può trasmettere anche un’idea di purezza e apertura a nuove forme di pensiero difficilmente intellegibili quando fosse possibile dubitare di tutto e mettere tutto in discussione.

I dogmi della Chiesa Cattolica sono dieci:

1. Unità e Trinità di Dio in Tre Persone Divine (Concilio di Nicea, 325);

2. Gesù è la seconda Persona Divina, incarnato, morto e risorto (Concilio di Nicea, 325);

3. Maria è Madre di Dio perché madre di Gesù che è Dio (Concilio di Efeso, 431);

4. Gesù Cristo è vero Dio e vero uomo (Concilio di Efeso, 431);

5. Nascita verginale di Gesù (Secondo Concilio di Costantinopoli, 553);

6. Esistenza del Purgatorio, Inferno e Paradiso (per il solo Purgatorio, Concilio di Lione, 1274);

7. Transustanziazione (Concilio di Trento, 1545-1563);

8. Infallibilità papale, quando parla ex cathedra in materia di fede e di costumi Concilio Vaticano I, 1870);

9. Immacolata Concezione di Maria (Enciclica di Papa Pio IX, 1854);

10. Assunzione di Maria in anima e corpo (Costituzione apostolica di Papa Pio XII, 1950).

Come si vede, il Concilio Vaticano II, che pure ha comportato innovazioni liturgiche e dottrinali giudicate importanti, non ha definito alcun dogma e questo lascia un po’ perplessi difronte alle conseguenze del fervore restauratore che ha portato a una scissone tra Chiesa Romana e gruppi sedevacantisti. Parlando invece dei dogmi economici come il libero mercato o il socialismo, c’è da dire che il primo nasce dalla mentalità protestante, per la quale la carità è una scelta privata e pertanto non ha senso creare alcun tipo di stato sociale che vincoli i cittadini, potendo essi servirsi del libero dono. Il secondo nasce invece da un abuso del concetto di comunitarismo cattolico, che arriva a negare i concetti metafisici e mantiene esaltandoli quelli materiali. Chiudiamo pertanto con il punto 409 del compendio al Catechismo della Chiesa Cattolica: “La realizzazione più completa del bene comune si trova in quelle comunità politiche, che difendono e promuovono il bene dei cittadini e dei ceti intermedi, senza dimenticare il bene universale della famiglia umana”.

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Foto/ copertina: Cappella Sistina (1508-1541), affresco, particolare.

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