“Lettera dal 2046 di un abitante del Monte Amiata”

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di Antonio Pacini

“Cari amici amiatini del 2016, vi scrivo da un futuro che mi auguro anche voi scegliate di vivere. Non ce la siamo passata bene e anche il mondo è stato squassato da guerre e cambiamenti ma voglio dirvi che oggi l’Amiata ha ritrovato la sua strada”

Da qualche anno siamo Parco Nazionale per via dell’eccezionale biodiversità e per l’abbondante presenza d’acqua, bene più che mai prezioso. Il nostro bacino idrico si sta ricaricando e sono ormai più di vent’anni che ci siamo lasciati alle spalle il cancro geotermico, la peggiore piaga della nostra storia millenaria. Abbiamo riportato delle conseguenze ma l’elevata capacità di resilienza della montagna ci sta sorprendendo ancora una volta. Ora tutta l’Amiata è unita senza più due province e altri carrozzoni mentre tutti i comuni perseguono gli stessi scopi di sviluppo rivolti alla qualità e al ritrovato senso di rispetto verso la terra. A valle di Abbadia c’è da ormai tanti anni una bella centrale idroelettrica – come ai tempi dei nostri bisnonni minatori – che con le tecnologie odierne riesce a sfruttare al meglio la notevole portata e il salto d’acqua così da coprire tutti gli edifici e l’illuminazione pubblica convertita a led. Per il riscaldamento di scuole, uffici, luoghi pubblici e palestre siamo ricorsi  alle basse entalpie dopo aver rifiutato qualsiasi forma di geotermia che consumasse ulteriormente l’acqua.

citta-del-futuroAbbiamo puntato sull’autonomia, sull’utilizzo delle risorse per il proprio fabbisogno energetico divenendo così un modello, il “Modello Amiata” esportato come esempio di sostenibilità per assicurare ancora un mondo negli anni a venire. Impianti micro-idroelettrici sono posizionati lungo corsi e salti d’acqua così da coprire altre utenze private, concorrendo nell’insieme a renderci quasi autosufficienti con bollette pressoché irrisorie. Molto tempo fa respingemmo l’incremento della discarica che per noi risultò solo un gravoso onere quando con diverse contrattazioni ci avrebbe quantomeno consentito di non pagare la tassa sulla spazzatura. Ma meglio così, tanto non era compatibile con il nostro contesto e la nostra idea di sviluppo. Una parte marginale all’area mineraria è diventata zona termale grazie all’estrazione dell’acqua calda che è a poche decine di metri dalla superficie – c’è già uno studio e una proposta ai tempi vostri; la zona è frequentata dai turisti che possono godere delle proprietà eccezionali di quell’acqua a una quota superiore alla media. Pozze di acqua calda si trovano anche a valle del paese, portate alla luce dopo la vittoria della battaglia contro Sorgenia che voleva disseminare nelle stesse zone le sue centrali, come se non fossero bastate quelle dell’Enel.

Per quanto riguarda la nostra cultura l’Abbazia è patrimonio UNESCO grazie ai documenti determinanti che ha prodotto nella sua storia per lo sviluppo della religione, della lingua italiana e del diritto - Codex amiatinus, Postilla e Costituto. Tutto ciò ha incentivato la realizzazione di scavi archeologici a Castel Della Pertica e attorno allo stesso monastero creando nuovi flussi turistici e di pellegrini nel contesto della Via Francigena. Con un investimento relativamente contenuto si è dato risalto al passato e a un monumento architettonico così importante come l’abbazia del Santissimo Salvatore. Anche l’agricoltura ha avuto la sua rivincita: da quando ci siamo liberati è cresciuta la conoscenza sul mercato dei nostri prodotti, effettivamente di alta qualità come l’olio con acidità quasi zero, le colture dimenticate e le varietà antiche, alcune erbe officinali maggiormente ricche di oli essenziali e per i prodotti del bosco come la castagna e i funghi – oggi esiste un marchio per il porcino amiatino. Il prezzo delle case è risalito mentre il turismo è presente in tutte le stagioni ma soprattutto d’estate dove è di buona qualità – non più quello mordi, sporca, porta via i funghi e fuggi di una volta – fatto di persone le quali oltre che per il bisogno fisiologico di fresco vengono per le bellezze e le unicità che si possono trovare solo qui.

Perciò il bacino di utenza si è allargato dalle zone limitrofe a livello nazionale e il fatto che siamo un Parco aiuta moltissimo. Siamo meta privilegiata per lo sport e per le passeggiate con tutta la sentieristica ben mappata e segnalata. Cari amici amiatini, questo dal quale ho il privilegio di scrivervi è uno scenario possibile ma spetta a voi decidere cosa è meglio: se accettare i ricatti, ascoltare la paura di non avere alternative alla svendita del territorio oppure reagire. La storia ci insegna che Abbadia San Salvatore e i badenghi si sono distinti più volte trasformando le difficoltà in vantaggi, passando da sfruttati a interlocutori con i potenti (con l’abate, col Granduca Leopoldo etc.). Questa condizione può essere riprodotta, per l’onore ai nostri antenati e il bene ai nostri figli che verranno. Scacciate gli oppressori della montagna sacra agli etruschi, che hanno impedito per tanti anni lo sviluppo corrispondente per noi; diventate padroni del vostro destino così da poter scrivere – in un futuro non lontano – una simile lettera da una posizione decisamente migliore. Un forte saluto dall’Amiata libera.

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Commenti

3 commenti a ““Lettera dal 2046 di un abitante del Monte Amiata””

  1. Il Piti

    il Dio Denaro è sempre più forte nel presente ,quando sarà esaurito tutto si ritroveranno in mano un bel borsello pieno invece di un bel panino e costretti a mangiare soldi moriranno di fame.
    Fine della storia.

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  2. carlo carlucci

    Mi fa grande piacere questa lettera. Padre Balducci l’avrebbe sottoscritta in todo. Grazie ad amministratori inetti come Martini, come Rossi si é potuto compiere l’attuale scempio e grazie anche agli amministratori locali e all’omertá dilagante. É andata cosí ma non é finita cosí…..questo emerge dal tono pacato e profondo di questa lettera dall’Amiata. Il devastante ciclone Irma tuttora in corso é una devastante conseguenza del riscaldamento globale a sua volta dovuto……E come sono abili i pro Enel a dire che la geotermia limita il consumo di energie fossili…. la geotermia é una grandissima risorsa, il futuro energetico dell’umanitá….Ma non certo con le centrali Enel. Devastanti, deturpanti, inquinanti….

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