Grandi uomini dell’Amiata; Bartolomeo Carosi: “Abbadia, Abbadia quando il fiume Giordano ti porterà via”

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di Antonio Pacini 

“Abbadia, Abbadia quando il fiume Giordano ti porterà via”

Lo chiamavano Brandano per il suo strano vestire oppure “il pazzo di Cristo” per il suo modo di predicare. Bartolomeo Carosi o Garosi era un senese del XV-XVI secolo dotato di visioni profetiche che nei suoi vaticini non risparmiò né Papi e né Vescovi. Per tanti anni fu un “grandissimo bestemmiatore, disubidiente alli divini precetti, grandissimo giocatore, pieno d’ogni vizio e finalmente disprezzatore del mio dolce Giesù”. Così dettò a un suo seguace incaricato di scrivergli l’autobiografia.

Poi un giorno – dice la storia – zappando controvoglia colpì un sasso causando una scintilla che arrivò al suo occhio e da quel momento la sua vita cambiò. Diventò penitente e volenteroso, cominciò a fare sogni premonitori e a sentire di esser investito d’una missione. Dunque partì in peregrinazione in molte terre della regione e oltre ad ammonire le genti del futuro che l’aspettava se non avessero provato a correre ai ripari. A Radicofani fu fatto nero dalle percosse eppure continuò imperterrito con il suo carattere iconoclasta e il suo coraggio di dire anche ai preti e al Papa ciò che pensava. Per questo fu imprigionato più volte e maltrattato in tutti i modi, chiuso in un sacco e buttato nel Tevere dal quale riemerse prodigiosamente ma alla fine nessuno sfuggì dalle sue previsioni. Suo è l’annuncio del sacco di Roma del 1527 (“Roma, Roma da qui a poco sarai doma”) nonché della morte imminente del Papa mediceo Clemente VII (“Non più Medici, siam tutti sani).

Uno così non poteva non frequentare anche l’Amiata e la nostra Abbadia, lasciandoci una frase divenuta proverbiale riguardante una distruzione o semplicemente un Giudizio che colpirebbe la cittadina: “Abbadia, Abbadia quando il fiume Giordano ti porterà via”. Il Giordano è il fiume biblico che segna i confini della Terra Promessa mentre nel Nuovo Testamento le sue acque battezzarono Gesù Cristo per mezzo di San Giovanni. Le figure di Gesù e di Giovanni Battista, tra l’altro, sono fra le più significative anche per il nostro paese dato che il suo nome è dedicato al Salvatore e l’antico patrono era il Battista. A detta dei più vecchi una volta, porgendo l’orecchio nel terreno davanti alla Madonna del Castagno si poteva sentire lo scorrere di un fiume sotterraneo che scendeva verso il centro abitato. Effettivamente l’acqua qui è da tutte le parti, per fortuna, e se, per esempio, dove ora c’è via Roma una volta c’erano orti, fossi e fonti da qualche parte sarà scappata. Stando a uno sfumato e forse impreciso ricordo personale, lo stesso Don Roberto raccontava che anche sotto al chiostro del Monastero c’è una specie di grossa cisterna e che ai lati dello stesso venivano messi dei carboni per filtrare l’acqua piovana.

Tutta quella gran quantità d’acqua un tempo sarebbe stata diretta verso la Castellina – primo nucleo abitato a essere edificato vicino all’abbazia – per essere servita. Ma tutto questo che c’entra con il fiume Giordano? Forse niente ma è sempre utile, in generale, sapere dove camminiamo e assicurarsi che l’acqua abbia sempre il suo giusto sfogo. Se invece Brandano si riferiva a qualche fenomeno non geofisico, a maggior ragione sarà meglio che ci riflettiamo finché siamo in tempo. Comunque per chi ci crede, questo è il luogo scelto per la comparsa di Dio  perciò – a regola – alla fine dei tempi si salverà.

Altre profezie di Brandano di cui oggi, 24 maggio, ricorrerebbe la sua morte:

Quando le carrozze andran senza cavalli il mondo sarà pieno di travagli

 Poveri popolini quando nel posto delle macchie ci saranno i giardini

 Arcidosso, Arcidosso hai da rodere un grand’osso, che più dirti non posso

 Siena, Siena incomincia ad arrivar la piena (in previsione dell’invasione spagnola al soldo dei Medici)

Bastardo sodomita, per i tuoi peccati Roma sarà distrutta (Rivolto a Papa Clemente VII)

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Copertina: “ritratto di Brandano”

 

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