La cintura nera Paola Terrinoni: “Praticare Judo insegna il rispetto per le persone e a non scappare mai”

judo

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di Antonio Pacini

Prosegue il viaggio de La Postilla all’interno dello sport del nostro territorio, con tutte le eccellenze che può vantare. Questa volta siamo in compagnia di Paola Terrinoni, allenatore di judo e cintura nera secondo Dan. Ci racconta la storia della scuola di cui fa parte e ci avvia verso i segreti di una disciplina nobile e completa.

Da quanti anni esiste la scuola di Judo e quanti iscritti conta attualmente?

Il Judo Kwai amiatino esiste da 36 anni e attualmente tra tutte le sedi – Abbadia, Piancastagnaio e Castel Del Piano – conta dai 100 ai 120 atleti.

Chi sono gli altri maestri al tuo fianco?

Siamo quattro allenatori uniti dall’obiettivo di far divertire e divertirci. Insegniamo ai più piccoli judoka di quattro anni, ai più grandi di diciannove e anche quelli di quaranta, quarantacinque etc. Gli altri tre allenatori sono: Elisabetta Brandini (cintura nera secondo Dan), Silvia Giglioni (secondo Dan) e Stefano Capitini (cintura nera). Questa la squadra nella sede badenga situata presso la palestra “Shin Shiatsu” di Maicol Rossi. La sede principale si trova a Piancastagnaio dove lavorano persone del calibro dell’istruttore Leonardo Angelini  - cintura nera quarto Dan – e dell’allenatore Laura Tosti, cintura nera terzo Dan. L’anno scorso abbiamo aperto una nuova sede a Castel Del Piano nella palestra “Safiro”; e sembra che tutto stia procedendo bene, almeno a giudicare dal numero di iscritti che cresce giorno dopo giorno.

Un commento tecnico sulla situazione agonistica della scuola?

Tra i nostri allievi c’è il piccolo campione toscano, il campione italiano a squadre, e diversi vincitori di tornei svolti in tutta Italia. Siamo reduci da una recente gara ad Albinia con diverse vittorie e ottimi piazzamenti. Possiamo essere sicuramente soddisfatti dei risultati dimostrati dai nostri ragazzi.

Competizioni a parte, cosa conta veramente in questa disciplina e che insegnamenti lascia nella vita di un individuo che lo pratica?

Insegnare e praticare judo è  riscoprirsi o, più semplicemente, scoprirsi anche nella vita di tutti i giorni. Si impara il rispetto delle persone che ci stanno insegnando, dei compagni, del luogo dove si pratica e soprattutto ad affrontare la vita, la paura, la timidezza, a non scappare di fronte alle situazioni difficili e a non sottovalutare nessuno.

Cosa diresti a un ragazzo che è interessato a intraprendere tale cammino? 

A tutti i bambini , ragazzi e genitori dico di conoscere il judo, di provarlo e farlo provare ai propri figli perché è uno sport completo che porta alla socializzazione, uno sport non violento che insegna a difendersi e a essere coraggiosi. È meraviglioso saper cadere e l’apprendimento delle cadute è di importanza basilare, nel judo come nella vita.

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Commenti

2 commenti a “La cintura nera Paola Terrinoni: “Praticare Judo insegna il rispetto per le persone e a non scappare mai””

  1. Marco Gigli

    Complimenti per il lavoro svolto fin ora , serietà e rispetto ti hanno sempre distinto e accompagnato nel tuo percorso …….avanti tutta !!!!!!

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