Campionati Mondiali di corsa 24h, ottimo piazzamento per l’amiatino Paolo Fabbrini

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di Viola Santelli

L’11 e 12 aprile i Campionati Mondiali ed Europei di 24h hanno fatto tappa a Torino. Il capoluogo piemontese ha accolto 451 podisti pronti a correre per guadagnarsi l’ambito titolo. La gara si è disputata in un tracciato di 2km, percorso numerose volte dagli atleti iscritti. Tra tutti coloro che hanno preso parte, si è distinto l’amiatino Paolo Fabbrini, portando a casa un più che dignitoso 24° posto. Un’impresa, durata 170km.

Qual è stata la motivazione che ti ha permesso di tagliare il traguardo?

Era la prima volta che affrontavo una gara come la 24 ore di Torino, di solito pratico Trail e Ultra Trail, ma volevo provare una nuova esperienza; così ho iniziato la preparazione in previsione di questa gara.  È stato questo che non mi ha fatto mollare: cercare di non vanificare tutto il tempo speso e gli sforzi fatti.

Quando è nata la tua passione per la corsa?

Ho iniziato a correre alcuni anni fa. All’inizio era un modo per tenermi in forma ma poi, più correvo,  più la passione per questo sport aumentava. Da lì ho iniziato a partecipare ad alcune gare, soprattuto Trail e Ultra Trail.

l tipi di competizione sopra elencati, è bene specificare, si svolgono all’aperto dove i paesaggi naturali, e non di rado le montagne, creano l’ambiente in cui i concorrenti sono immersi. Anche qui sull’Amiata, infatti, gli interessati hanno la possibilità di gareggiare alle manifestazioni talvolta organizzate.

Segui una particolare alimentazione?

No. Non seguo una particolare dieta ma do molta attenzione all’alimentazione. Cerco di mangiare cibi sani, stando attento alle quantità, e prediligendo frutta e verdura.

Quanti giorni alla settimana e per quante ore ti alleni?

Mi alleno circa un’ora e trenta per tre o quattro volte alla settimana.

Cosa ha significato per te superare quel traguardo, oltre che la dimostrazione di aver ottenuto un buon risultato in classifica?

Tanta soddisfazione!

Un’esperienza fantastica che sicuramente lascerà un segno indelebile nel cuore del campione ma che è, allo stesso tempo, in grado di ricordare più o meno a tutti che i meriti si ottengono a poco a poco, avendo pazienza senza demordere, e con a monte un po’ di sforzo. Per la cronaca la rassegna iridata si è conclusa con la vittoria del tedesco Reus Florian (263,899km) e della statunitense Nagi Katalin (244,495km). 

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Foto/copertina: Paolo Fabbrini

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