Tasse inuque per spazzatura e canone Rai

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di Carlo Prezzolini
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E’ noto che l’Italia è uno dei paesi dell’Unione europea dove si evadono più le tasse, in particolare da parte di speculatori finanziari e di gestori di traffici illeciti. Questa evasione provoca sempre più gravi problemi di bilancio per lo Stato ed è, parlando dal punto di vista cristiano, un grave peccato perché è contro il bene comune e riduce le risorse per i servizi sociali per i più poveri e per i più deboli.
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E’ noto anche che per fare cassa, lo Stato e gli enti locali impongono aliquote spesso insostenibili a chi non può evadere. Tanti servizi, poi, vengono fatti pagare in modo non razionale. Un esempio, almeno nelle nostre zone, è la tassa sulla spazzatura: nel comune dove risiedo si calcola sui metri quadri dell’abitazione, indipendentemente dalle persone che vi abitano. Ora mi sembra evidente che i rifiuti vengono prodotti in base alle persone di una famiglia e non in base ai metri quadri della casa. Una via di mezzo potrebbe essere usare dei parametri di sintesi fra numero di persone e metri quadri.  Poi non si tiene conto, come in altri paesi europei, se una famiglia o una persona fa o no la raccolta differenziata: tenerne conto, riducendo la tassa a chi esegue correttamente la raccolta, potrebbe essere uno stimolo a crescere in questa pratica sapiente, indispensabile per cercare di limitare l’inquinamento da rifiuti. Inoltre nei paesi dove si fa la raccolta porta a porta, con l’obiettivo di incrementare il riciclaggio, la tariffa viene addirittura incrementata, almeno in certi casi che conosco: ma più raccolta differenziata dovrebbe significare più risparmio per l’ambiente e più risorse per chi gestisce il servizio. E invece aumenta la tariffa, in modo incomprensibile.
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Un’altissima evasione si registra per il canone Tv. E’ da quasi 15 anni che non ho la televisione, per scelta, né ascolto la radio: non mi interessano questi vecchi mezzi di comunicazione di massa, che molto spesso propongono programmi spazzatura, con liti preconfezionate, competizioni esasperanti da cui sembra dipendere la vita dei competitori e abbondanti programmi di cucina, sempre con gara allegata. Preferisco il silenzio per scelta di vita. Ho internet ma non l’ho mai usato per vedere programmi televisivi. Del resto poi pago internet con la linea telefonica. Per informarmi preferisco leggere giornali o settimanali.
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Da diversi anni dalla Rai mi arrivano lettere che non posso che definire minatorie: invito pressante a fare l’abbonamento, altrimenti verranno a controllare: e allora saranno guai, con multe salate. Ho provato, una volta, a rispondere dicendo che non ho la Tv, ma inutilmente. Leggo ora, con stupore e sconcerto, che il governo ha inserito nella riforma della Rai l’obbligo di pagare il canone, seppur ridotto, per ogni abitazione, inserito nella bolletta elettrica o nella dichiarazione dei redditi. Sembra che il governo pensi che tutti gli italiani devono avere la televisione e quindi devono pagare il canone. La televisione viene considerata indispensabile, nessuno ne può fare a meno, pena essere fuori dalla normalità.
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Ma le persone che, come me, non hanno e non vogliono avere la famosa Tv? In nessuna legge è scritto l’obbligo di avere la televisione né potrebbe esserci scritto perché questo sarebbe sciocco e violerebbe la libertà di scelta di un cittadino. Perché è venuta fuori una proposta assurda come questa? Gli italiani sono considerati una massa di pecoroni, in perenne ascolto della Tv e da questa condizionati? La Tv è considerata uno strumento fondamentale della contemporaneità e della cultura degli inizi del XXI secolo? E chi come me sceglie di non avere la televisione è considerato in una situazione anomala, fuori dal mondo? Come scelta cerco di non entrare in argomenti “politici”, ma questa proposta mi ha colpito molto e amareggiato e non ho potuto fare a meno di prendere posizione.
Secondo le ultime notizie, per difficoltà attuative, il canone in bolletta elettrica o nella dichiarazione dei redditi è stato rinviato: spero vivamente che questo rinvio serva per rivedere la soluzione dell’evasione del canone, che va pagato ma da chi usufruisce di questo servizio, non imposto a tutti.
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