$OLDI & POLITICA, che fine ha fatto Diego Della Valle?

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$oldi e politica

di Giovanni Fabbrini

Sono gli anni ’80 quando il marchigiano Diego Della Valle trasforma l’azienda del padre da classica impresa familiare in società per azioni quotata in borsa

Iniziano così le prime massicce esportazioni. Dopo la nomina a Cavaliere Del Lavoro nel 1996 lo stesso acquisirà quote in banca Comit, Banca Nazionale del Lavoro e Generali, entrando in tutti e tre i casi nel consiglio di amministrazione delle rispettive società. Le esportazioni crescono e Della Valle guadagna amici in politica anche tramite alcuni finanziamenti ai partiti. Tra il 2002 e il 2003 riesce a sollevare le sorti della fallita squadra di calcio Fiorentina, riportando l’associazione in Serie A; rimarrà presidente onorario della società fino al 2010.

20141017165205!Fiorentina_1981-82Nel frattempo assume rilievo anche la compartecipazione al gruppo RCS media. Oggi TOD’S, proprietario dei marchi Hogan e Fay, conta 6 stabilimenti in Italia per le calzature e 2 per la pelletteria. Diego Della Valle possiede, direttamente o tramite holding che si occupano esclusivamente delle sue partecipazioni, circa il 56% delle azioni del gruppo. Tod’s ha chiuso il primo semestre del 2016 con ricavi di gruppo in calo del 3,4% a 497,6 milioni di euro con un margine operativo lordo pari a 86,3 milioni. L’utile netto ammonta a 37,4 milioni, in calo rispetto ai 50,38 dello stesso periodo del 2015. Più stabili le quotazioni in borsa che vedono un incremento del valore azionario negli ultimi 3 mesi pari a circa il 6%.

Nell’anno 2012 il nostro si mette alla testa di una polemica contro il gruppo Fiat; la decisione del management di trasferire all’estero sia la sede legale che i principali stabilimenti produttivi aveva generato critiche, dal potente risalto mediatico, basate essenzialmente sul fatto che gli imponenti finanziamenti pubblici stanziati dal governo via via negli anni venivano così ignorati tout court. Della Valle attacca gli alti dirigenti FIAT facendo leva sulla mancanza di rispetto per il paese e anche sul fatto che se l’azienda sapesse realmente fare il proprio prodotto – così diceva a La7 nel mese di settembre – non avrebbe bisogno di decisioni ciniche… che non guardano alla storia. Storia pregna di legami tra l’azienda e la nazione, tanto da far pensare -soprattutto negli anni ’70- a un superamento del confine tra privato e pubblico.

imageE’ del 2015 l’iniziativa dei creare Noi Italiani una fondazione per dare voce ai cittadini che non vanno a votare, scontenti della mancanza di preparazione ed esperienza dei politici di governo. Iniziativa fondata sul concetto di solidarietà e corredata da ampi proclami – tra cui quello a Otto e ½ in ottobre – ben vista da Clemente Mastella, interessante e accattivante anche per gli elettori del centro destra. Ad oggi la fondazione (che pure ha avuto una eco immensamente maggiore rispetto alla media delle fondazioni culturali e politiche nazionali) semplicemente non esiste!

Nessuno attaccherà Della Valle per tanta propaganda priva di risvolti, ci sentiamo di poter dire, essenzialmente per due motivi: 1) non ha ricevuto finanziamenti pubblici 2) ha già fatto da solo quello che avrebbe dovuto fare con la fondazione, ovvero ha condotto un’operazione da 25 milioni di euro per la ristrutturazione del Colosseo, moderno esempio di mecenatismo privato! Rimane un opinionista di rilievo, che parla in quanto esponente di quel capitalismo che fa della responsabilità sociale d’impresa un elemento immancabile, come dimostrano oltretutto anche i forti legami attualmente in vigore con la provincia di Fermo.

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