Chiusura sportello Mps, parla il sindaco Galletti: “Ci sentiamo disarmati”

gallettidi Daniele Palmieri

Il sindaco di Castiglione d’Orcia, Claudio Galletti, sostenuto dalla Giunta e dal Consiglio Comunale, continua le sue battaglie per cercare di non perdere ulteriori servizi per la comunità. Dopo aver riconsegnato, simbolicamente, le chiavi del Comune al prefetto di Siena, rimane in trincea su vari fronti: quello al momento più caldo riguarda la preannunciata chiusura dello sportello del Monte Paschi nel capoluogo.

In paese tutti danno per certa la chiusura dello sportello di Castiglione. Quali notizie può darci in merito?

Un mese fa è stato chiuso lo sportello di Campiglia d’Orcia, ora la stessa sorte toccherà a quello di Castiglione. Di tre sportelli – altre banche non ce ne sono sul territorio comunale – ne rimarrebbe uno solo. E’ inaccettabile: è uno schiaffo per realtà minori come le nostre. L’amministrazione e la cittadinanza si sentono inermi, disarmati. Quando ho saputo per vie del tutto informale e per via di conoscenze personali di quest’ultima ipotesi di chiusura, ho cercato di fare il possibile, convocando un’assemblea molto partecipata, una seduta del consiglio comunale che ha approvato all’unanimità un documento, inviato a tutti i possibili interlocutori, un incontro con S.E. il sig. Prefetto di Siena, ho scritto alla dirigenza della banca chiedendo un incontro urgente, ho inviato messaggi e sollecitazioni, ma nessuno si è degnato di mandare neanche un cenno di riscontro. Lo reputo un grave atto non solo, o non tanto, di scortesia, ma di totale mancanza di rispetto per il ruolo istituzionale che rivesto e per la comunità che rappresento.

Cosa può dirci dell’incontro avuto con il prefetto, massimo rappresentante del Governo sul territorio?

Il prefetto è stato molto disponibile e cortese nel ricevermi subito. Ha ascoltato con attenzione quanto gli ho rappresentato, mostrando sensibilità e assicurandomi che, per quanto nelle sue possibilità, avrebbe rappresentato nelle varie sedi istituzionali le mie preoccupazioni e sostenuto le richieste rivolte dal Comune a banche e Poste Italiane. Da parte mia ho fatto presenti tutte le problematiche che ci attanagliano e la netta riduzione di servizi, pubblici e privati, subita negli ultimi anni e che penalizzano i territori cosiddetti marginali ed i piccoli Comuni. Tagli di risorse statali, meno servizi, meno politiche pubbliche, risorse indirizzate verso le città metropolitane, strade in dissesto che tra pochi anni saranno non più transitabili in sicurezza.

Lei sostiene che ci sono meno politiche pubbliche, cosa intende?

​Così è, lo dimostrano i fatti. In questi anni tutti i partiti, tutti i leader politici, il Parlamento, il Governo, le grandi aziende che erogano servizi, hanno abbandonato le realtà rurali più deboli demograficamente e con minore occupazione. In questo modo siamo destinati a una consunzione che potrebbe portare, prima o poi, il deserto dal punto di vista umano. Un feroce accentramento del potere verso l’alto da parte delle Istituzioni nazionali. Dell’Europa invece sono rimasto incredulo e deluso”.

Deluso? Cosa dovrebbe fare l’Europa?                                        

Ripeto, non mi meraviglio più, da parte del Governo e Parlamento Italiano insieme a tutti i leader nazionali dei partiti rispetto dell’abbandono dei territori più marginali, ma l’Europa per quattro decenni, è stata attenta alle aree svantaggiate, quelle economicamente più deboli, con basso tasso di occupazione,  quelle aree più marginali e rurali che necessitano di aiuti agli investimenti e sostegno. Con le politiche di coesione territoriale, i fondi strutturali lo sviluppo rurale, in questi decenni l’U.E. ha sempre sostenuto  queste realtà perché recuperassero lo svantaggio storico. Invece oggi, insieme al Governo nazionale, la Vigilanza Bancaria (Banca d’Italia e Consob), anche la BCE, e quindi l’Unione Europea, fanno le scelte con i numeri: sei poco importante demograficamente, ti chiudo i servizi.    

Cosa dovrebbero fare Unione Europea e Organi di Vigilanza?                                  

Maggiore perequazione territoriale, più sforzi per mantenere i servizi essenziali ai cittadini nei territori minori, nelle realtà dove vivono poche persone. Vuole un esempio? Prendiamo Firenze. Sono presenti una quindicina di Istituti bancari e un centinaio tra sportelli e filiali. Bene se in grandi realtà come queste si chiudono anche alcune decine d sportelli non si crea nessun disagio ai cittadini, in quanto un’altra filiale la trova a poche centinaia di metri e non a decine di chilometri com’è nelle nostre realtà. Scelte come le chiusure di servizi bancari nelle nostre realtà sono inammissibili, fino a essere provocatorie.

Sono parole forti. D’altra parte anche una banca deve tenere conto dei bilanci, delle difficoltà a mantenere sportelli dove questi perdono, non crede?

Prima dovrebbero dimostrare che quelli nel nostro Comune sono sportelli in perdita. E sembra che così non sia. Poi, lo ripeto, non hanno neanche il garbo e l’educazione verso queste comunità, di spiegare come stanno effettivamente le cose e le motivazioni di queste scelte, con rispetto verso una Istituzione come un Comune e la cittadinanza che questo rappresenta. Ricordo quello che ha detto un cittadino nell’assemblea pubblica molto partecipata che ho fatto recentemente dopo che ero venuto a conoscenza della possibile chiusura dello sportello bancario: “Sono un gruppo dirigente di protervi e maleducati, che hanno fatto perdere il 98% del valore delle azioni (chi aveva acquistato tre anni fa 10mila euro di azioni oggi ha un controvalore di 180), le obbligazioni sottoscritte per l’acquisto di Antonveneta ridotte a carta straccia, e c’è di più, ora lo Stato è intervenuto con alcuni miliardi di euro, acquistando la quota maggioritaria del capitale sociale della Banca MPS, quindi attraverso la fiscalità generale è stata salvata e contribuiamo anche a dare lo stipendio a questo gruppo dirigente. Si dovrebbero vergognare a non avere un minimo di rispetto vero le istituzioni e le nostre comunità“. Mi sembrano affermazioni sacrosante.

Ad oggi, cosa è possibile fare? Come intende muoversi?                   

Intanto non rinuncio a contrastare quella che considero una scelta sbagliata, irrispettosa ed esiziale per le nostre realtà. Voglio capire se ci sono ancora possibilità affinché sia riconsiderata questa decisione, quali sono le motivazioni e poi mettere in campo anche azioni istituzionali e, se possibile, anche legali contro questa decisione della Banca. E’ intenzione dell’amministrazione intraprendere contatti con altre banche. Ci stiamo già muovendo in questa direzione, per vedere se possono aprire un loro sportello. Se dovesse presentarsi la possibilità che apra lo sportello un’altra banca metteremo in campo tutte quelle azioni amministrative e Istituzionali consentite perché i cittadini lascino i servizi del MPS e si servano dell’altro istituto che dovesse garantire la presenza fisica quotidiana in loco.

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