“Abbadia, il paese trasandato”

foto-guard-rail-in-via-delle-cantineRiceviamo e pubblichiamo.

Il 9 marzo scorso è avvenuto l’incontro tra sindaco e rappresentanti comunali con una delegazione di cittadini sottoscrittori dell’istanza popolare – depositata con oltre 200 firme il 7 febbraio scorso – sul degrado del centro storico di Abbadia San Salvatore. Preliminarmente all’incontro il comitato promotore dell’istanza aveva fatto pervenire al sindaco un pro-memoria per focalizzare gli aspetti centrali delle questioni sollevate. Per completezza informativa si riporta una sintesi dello stesso, le risposte fornite dall’amministrazione sui singoli punti, con note del comitato a commento.

VIABILITÀ PUBBLICA. Il comune non può sottrarsi alla responsabilità di dare un assetto definitivo alla viabilità di via delle Cantine. La presenza sul bordo strada di guardrail di plastica – attivata recentemente e solo dopo il deposito dell’istanza – non risponde a criteri di sicurezza per la viabilità pedonale (la zona è passaggio obbligato per chi accede ai parcheggi) e veicolare.

Il comune deve avviare il consolidamento strutturale della strada, franata per la presenza di un enorme pianta di fico, ed effettuare la bonifica delle parti circostanti degradate e trasformate da tempo in discarica selvaggia.

L’amministrazione ha dichiarato che il consolidamento strutturale della strada è previsto solo a partire del 2019. A riguardo, sarebbe stato preso in esame un capitolato che prevede una spesa di circa 200.000 euro e nei prossimi mesi verrebbe avviata la procedura per scegliere la ditta cui affidare l’appalto.

In merito alla discarica abusiva, l’amministrazione non avrebbe risorse da destinare alla pulizia di questa zona che è parte integrante del centro storico. Uno dei cittadini presenti (disposto anche a fungere da tutor) ha proposto di utilizzare a questo scopo su base volontaria i richiedenti asilo presenti sul territorio. Il Sindaco si è riservato di decidere in tempi brevi e, all’occorrenza, a emanare un’ordinanza.

Proprio pochi giorni dopo la presentazione dell’istanza (che lamentava interventi dettati “solo dalla contingenza del momento e assoluta provvisorietà”) – è stata documentata sulla stampa locale, con articolo e foto, la scelta scriteriata di “rattoppare” – con mirabile effetto “patchwork” – numerose buche di strade del centro storico con chiazze nere di bitume. Tutto ciò con buona pace di uno dei borghi medievali più importanti di Europa, della trachite amiatina e del rispetto ambientale. Le stesse considerazioni valgono per la decisione dell’amministrazione di asfaltare con bitume sia via Carlo Alberto (chiesa duecentesca San Leonardo) sia una parte di via D’ Azeglio. A riguardo, il sindaco ha assunto sostanzialmente una difesa d’ufficio delle scelte tecniche adottate dichiarando, in particolare, che la scelta dei rattoppi in bitume nero era stata autonomamente adottata dagli esecutori materiali dell’   intervento in base a un’errata interpretazione (sic!).

Ciò che colpisce è che, ammesso l’eventuale errore nelle modalità esecutive, nulla è poi cambiato per porvi rimedio. C’ è da aggiungere che – a fronte della mozione presentata in consiglio il 16 febbraio da Abbadia Futura sul degrado del centro storico-  la consigliera di maggioranza Cinzia Fregoli ha ritenuto opportuno astenersi e non votare contro dichiarando che ” il compito che dobbiamo svolgere è di incidere maggiormente e presidiare meglio anche i lavori temporanei di manutenzione e riparazione”.

Nel programma elettorale del sindaco risulta ufficialmente assunto verso i cittadini l’impegno a cercare “nuove opportunità (esempi: la via Francigena, la bandiera arancione del Touring). La valorizzazione del patrimonio storico-artistico-architettonico, costituito dall’Abbazia del SS. Salvatore, dal Borgo medievale e dal Museo Minerario, potrà consentire sia di recuperare la memoria della nostra comunità, sia di elaborare un progetto di sviluppo turistico qualificato”.

Non sembra che lo stato di crescente degrado del centro storico – segnalato perfino dalla nota guida “Loney Planet”, che senza mezzi termini lo definisce “trasandato” – e delle relative infrastrutture (in particolare viabilità e parcheggi) consenta al paese e alla comunità badenga di rendere operativo questo progetto di sviluppo turistico qualificato.

In merito ai parcheggi del centro storico l’amministrazione si è dichiarata a conoscenza delle numerose criticità  presenti (buche e disomogeneità dei terreni privi di manto stradale, illuminazione carente e mancanza di sicurezza con richiesta dei residenti di almeno una postazione di videosorveglianza), ma ha obiettato che la mancanza di risorse consentirà  di intervenire solo nel 2020 (ad avvenuta scadenza dell’attuale mandato).

E’ stato aggiunto, senza fornire particolari dettagli, che da quella data sarebbero disponibili risorse per circa 100.000 euro. Meraviglia – come ha sostenuto il consigliere Angela Tondi durante il dibattito sulla citata mozione – che non si sia tentato di cercare, pur con risorse carenti, un percorso condiviso di perseguimento di piccoli, poco costosi ma significativi obiettivi nell’interesse della collettività.

Ad esempio, quanto mai può costare all’amministrazione attuale fare un livellamento delle buche presenti per consentire un accesso, almeno normale e non da “Indiana Jones”, ai parcheggi di via delle Cantine e via del Colle? Quanto mai può costare mettere almeno una postazione di videosorveglianza, come deterrente a male intenzionati, per venire soprattutto incontro alle richieste di sicurezza delle signore che utilizzano il parcheggio.

Il dogma “non ci sono soldi” non regge, di fronte a interventi urgenti di viabilità pubblica e di sicurezza per la collettività. I sottoscrittori dell’istanza popolare hanno chiesto al riguardo che vengano utilizzati, come avvenuto in passato, i cosiddetti “fondi a riserva”. In caso di diniego, si informeranno i sottoscrittori dell’istanza e si promuoverà un dibattito pubblico con la partecipazione della cittadinanza.

A tale riguardo, il sindaco – nel rilevare che, a suo giudizio, molte cose sono state fatte dall’attuale amministrazione – ha ribadito la mancanza delle risorse necessarie e anche l’impossibilità di utilizzare ” i fondi di riserva”. Il comitato per il Centro Storico – nell’informare con il presente comunicato l’esito dell’incontro con l’amministrazione comunale – intende continuare la propria azione di vigilanza per la salvaguardia del patrimonio storico, culturale e artistico di Abbadia. A tale scopo verrà promossa nel mese di giugno una giornata di studio, aperta al dibattito con la cittadinanza, con il coinvolgimento di studiosi ed esperti. Dell’evento verrà data comunicazione con locandine e a mezzo stampa.

In basso la gallery ricevuta con il comunicato.

Commenti

1 commento a ““Abbadia, il paese trasandato””

  1. Federico

    Aggiungerei anche la profonda spaccatura che taglia in due il muro in cemento armato in via delle cantine, proprio sotto piazza XX Settembre. Un muro che sostiene tutto il manto stradale di vita delle cantine e che si trova in queste condizioni di abbandono da anni!

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